Aldilà
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Aldilà

Come si affronta? È una domanda che mi pongo ogni giorno.
Il problema non è la morte in sè, ma è il vuoto che lascia.
Ma un’adolescente come può vivere una perdita? Il periodo dell’adolescenza è una fase di transizione, dove la morte di un genitore, di un nonno, di un membro della famiglia allargata,
di un amico caro, si configura come un’esperienza particolarmente difficile, portatrice di ulteriore caos e confusione.

Gli adolescenti si sentono onnipotenti, considerano se stessi e gli altri invincibili e immortali; nel loro immaginario solo le persone anziane muoiono, quindi la morte di una persona cara diventadifficile da elaborare, in quanto “innaturale”.

Ho voluto raccontare la storia di alcuni ragazzi.
Ognuno di loro ha un vissuto diverso, seppure il dolore che li accomuna è lo stesso.
C’è chi ha visto spegnersi lentamente la propria madre per una malattia e chi ha scoperto da un giornale che la sorellina di 17 anni sì è tolta la vita. C’è chi ha paura di dimenticare la voce del padre e chi ha troppi ricordi che vorrebbe soffocare per stare un pò meglio. C’è chi fa ancora molta fatica a parlarne e chi più ne parla e più mantiene in vita il ricordo.

Non tutti elaboriamo allo stesso modo il dolore.
Affrontarlo risulta sempre ostico, ma credo non si possa prescindere dal tentare, in ogni modo, di perseguire l’obbiettivo creando un punto di equilibrio tra esso e la propria vita.
L’aldilà è una dimensione meravigliosa e inimmaginabile per la mente umana. La nostra frequenza vibratoria sì compenetra con un’altra frequenza più alta. Dove siamo venuti? Dove ritorneremo?
Vorrei per un momento portarvi in un’altra dimensione, vorrei cheprovaste a guardare oltre quello che appare in superficie: al di là.

Alice Bonomini

Date

21/10/2019